L’attacco

L’attacco, ovvero un respiro, un cenno, un gesto che può contenere molteplici informazioni.
Da “l’attacco d’inizio” a quelli “interni”, vedremo come vengono dati e recepiti dai vari attori della scena musicale.
Infine vi siederete in orchestra… in attesa dei vostri attacchi!

L’attacco è un segnale che indica “l’inizio” e che deve essere recepito in modo inequivocabile da tutti gli esecutori.

Quando pensiamo all’attacco, di solito, lo indentifichiamo con il direttore e quindi ci riferiamo a gruppi musicali numerosi come il coro e l’orchestra.

Nel caso di gruppi numericamente più ridotti, quelli che vengono definiti cameristici (duo, quartetto, quintetto ecc…), è raro che vi sia la presenza del direttore. E’ utile ricordare che il direttore rappresenta una figura relativamente recente: solo dall’ottocento in poi tale figura è così presente e importante.

Allora, chi dà l’attacco nei gruppi da camera? Come ci si mette d’accordo per iniziare tutti insieme? L’attacco “d’inizio” sarà il primo argomento che affronteremo; successivamente ci occuperemo anche dei meno evidenti, ma altrettanto importanti, attacchi interni.

Nella consuetudine dei piccoli gruppi cameristici lo strumento più acuto ha spesso il ruolo di guida, ma non sempre: è frequente infatti che, sin dalla prima prova, emerga un componente che si afferma come punto di riferimento e che, quindi, darà gli attacchi. Appare anche ovvio che esso debba essere situato in una posizione ben visibile da tutti gli altri, poiché l’attacco sarà solo un cenno: non può essere un gesto eclatante e molto evidente, visto che ad eseguirlo è proprio un componente del gruppo.

Vediamo subito (nel video) due esempi di attacchi d’inizio. Il primo prevederà la presenza di nove fiati dove l’oboe si farà carico del cenno d’inizio. Nel secondo sarà compito del violino, all’interno di un quintetto d’archi. Come vedrete, oltre al cenno, sarà il respiro il motore trainante dell’attacco: predisporre un comune respiro, in simbiosi, per ottenere un attacco sincrono e con la medesima intenzione espressiva.

Ora dedichiamoci al direttore d’orchestra

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