Modo maggiore e modo minore

Allegria …tristezza… de que depende?
Il carattere del brano si differenzia a seconda del modo: modo maggiore e modo minore.

In questo video parliamo di modo maggiore e modo minore: cosa mi indicano, cosa significano, dove li trovo?

Quando leggo il titolo di un brano ottengo già alcune indicazioni. Se il titolo fosse esplicito – ad esempio un “notturno” – già di per sé mi verrà fornita un’indicazione circa il significato del brano. Se invece il titolo fosse generico – come “sinfonia in RE maggiore” – avrò certamente indicazioni, ma non così esplicite: “sinfonia” mi indica la forma del brano, “RE” indica la scala su cui è costruito e “maggiore” indica il modo. Che cos’è quindi il modo? E’ il suo carattere.

Generalmente quando un brano è in maggiore è allegro, quando un brano è in minore è triste; ovviamente esistono anche tutte le sfumature intermedie: un brano in maggiore può avere anche aspetti più morbidi, più sfumati e ciò vale anche per il minore; si può andare dall’aspetto più tragico e drammatico all’aspetto più malinconico e delicato.

Il modo mi fornisce una prima indicazione a livello emotivo; un compositore, se deve scrivere un brano che presenti una particolare espressività, sceglierà ovviamente anche la scala con il modo più adatto.

Noi adesso ascoltiamo un brano, già utilizzato in un video precedente, che ci chiarirà meglio ciò che abbiamo detto sino ad ad ora.
E’ un brano in minore: il concerto di Aranjuez di J. Rodrigo

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