La velocità

La velocità: un mini viaggio tra “errori e gioco”.
Mettiamo in evidenza due aspetti, quello linguistico e quello giocoso.

La velocità in campo musicale è un concetto chiaro e lampante. Un brano è lento o è veloce: sono termini immediatamente comprensibili. Noi oggi vogliamo parlarne mettendo in evidenza la velocità sotto due punti di vista.

Il primo è quello linguistico: i termini della velocità – ovvero lento e veloce – sono termini che utilizziamo frequentemente, e non solo in ambito musicale. Forse è opportuno ogni tanto riflettere sull’uso non sempre corretto di tali termini; ad esempio “guarda quello come va forte” oppure “guarda quella macchina come va forte” e al contrario “guarda quello come va piano” e “guarda quella macchina come va piano”.
Usiamo termini che sono sempre musicali – forte e piano – ma non sono inerenti alla velocità, riguardano l’intensità, lo spessore della musica, il volume. Ecco, pensiamoci; da adesso in poi abbiamo un punto di riflessione in più.

Mettiamo ora in evidenza il secondo punto di vista: utilizziamo sempre gli esempi sonori, quelli che possono rendere le cose più gradevoli. Analizziamo la velocità dal punto di vista del “gioco”. Il compositore del prossimo ascolto la utilizza in modo particolare e “sotterraneo”.

Il primo brano è una porzione tratta dal “carnevale degli animali” di Camille Saint-Saens ed è il momento in cui vengono descritte le tartarughe; ne ascolteremo un frammento e poi ci ritroviamo …

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