Il punto

Il “punto” e la “cellula ritmica puntata”: è solo teoria o tutto ciò può essere reso pratico, semplice e riconoscibile?
Esempi sonori famosissimi ci aiuteranno.

Oggi parliamo del “punto“. Analizzeremo questo piccolissimo elemento della scrittura musicale. Cercheremo di renderne chiaro il significato per poterlo riconoscere all’ascolto.

Come sapete i nostri video hanno come scopo principale la divulgazione musicale, conoscere sempre qualche cosa in più del mondo musicale: più conosciamo e più possiamo fare scelte in modo consapevole.

Partiamo quindi dal punto di vista grafico e dal significato teorico: dove trovo il punto e cosa mi indica? Il segno che analizziamo oggi è quello che prolunga la nota: lo troviamo a fianco della nota, alla sua destra. Abbiamo già visto in un altro video, e precisamente quello dedicato al tenore, un altro segno di prolungamento della notazione musicale che allunga i suoni: questo segno era la legatura di valore.

Torniamo ora al nostro punto e diamone la definizione: il punto allunga la nota della sua metà. Facciamo un esempio: se è vicino ad una nota che dura 2/4 la allungherà di 1/4 facendola diventare da 3/4. Come vedete utilizziamo la terminologia delle frazioni per definire le durate delle note. In musica si possono anche usare altri nomi come “croma, biscroma ecc…” ma, a mio parere, la terminologia matematica rende il tutto più comprensibile.

Adesso cerchiamo di capire come fare a riconoscere il punto all’ascolto. Se il punto si presenta in modo ripetuto, e se diventa una cellula ritmica ricorrente, ecco che il nostro orecchio la può recepire e riconoscere. E’ giunto il momento dei nostri esempi sonori … 

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