Crescendo rossiniano

Partiamo da un modo di dire per spiegare e ascoltare un effetto sonoro molto conosciuto.
Attraverso i simboli grafici dell’intensità arriviamo al “crescendo rossiniano”.

L’argomento di oggi è il crescendo, ed in particolare il crescendo rossiniano. “Stai facendo un crescendo rossiniano!”: è diventato un modo di dire.

Il crescendo è una porzione, una piccola parte di una caratteristica del suono: l’intensità. E’ ciò che permette la crescita graduale – da un punto di vista musicale – dell’intensità. Come la ritrova un esecutore sullo spartito? La vede come una “forcella“; la forcella ha un aspetto di freccia () dove la parte “chiusa” riguarda l’inizio – il “piano” – e gradatamente si allarga per ottenere il “forte”.

Se questa forcella non presenta indicazioni di lettere è l’esecutore – o il direttore d’orchestra o il direttore del coro – che decide l’intensità di partenza e anche la “progressione” fino ad arrivare ad un determinato “forte”. Se invece è il compositore a volere dei limiti allora inserirà – magari all’inizio o alla fine – qualche lettera, ad esempio una “p” o “pp” per dire piano o pianissimo come punto di partenza o una “f”, “ff”, “fff” ecc. (qui la fantasia del compositore si può scatenare) per il forte o il fortissimo come punto di arrivo.

Altro fattore legato proprio all’aspetto visivo di questa “forcella” può essere la “lunghezza” che può variare a seconda della durata della frase musicale. Se vedo una forcella breve e aperta “immediatamente” il mio occhio, istintivamente, mi suggerisce di partire piano e velocemente andare sul forte; se invece è lunga e si protrae inevitabilmente la progressione dovrà essere più lenta ma costante. E questo è l’aspetto grafico

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3 risposte

  1. Honey ha detto:

    Wow questo siyo è meraviglioso

  2. Fausto ha detto:

    Gentilissima bellissima ma sopratutto magnetica ed affascinante Signora Lei mi ha donato a piene mani emozioni a go go. Ho scoperto ad oltre 50 anni di età il maestro Gioacchino Rossini e l’ho eletto empaticamente numero uno, ancor prima dei Ns maestri Verdi, Puccini, Vivaldi, Bellini etc. Provengo dalla musica pop degli anni della gioventù ma sono e rimango un roccketaro, sono un fun sfegatato dei mitici Deep Purple ma al contempo adoravo Pavarotti tanto per dire le diversità musicali. Mi sbagliero’ ma trovo attinenza tra l’hard rock dei Deep Purple e i crescendi Rossiniani. Sublimi entrambi. Grazie.

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